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A Modena ci sono due RSA che sperimentano tecnologie innovative in VR per il tempo libero dei loro utenti.

In questo periodo che la sigla RSA - Residenza Sanitaria Assistita- anticipa storie tremende di poca trasparenza, e di abbandono, oltre che di focolai incontrollati del contagio, finalmente un raggio di sole!

Avendo alle spalle studi di marketing, sono abbastanza familiare con la Piramide di Maslow. Voi?
Se la risposta è no, ecco un piccolo ripasso grafico.

Piramide dei Bisogni di Maslow
Piramide dei Bisogni di Maslow

Maslow, già nel 1954, diceva che i bisogni dell’essere umano vanno dai più basici ai più sofisticati. Tipo: È inutile proporre beni di lusso a chi non ha un tetto sopra la testa, tanto per dirne una.

Quindi, pensando ad una Residenza per Anziani al tempo del Covid-19, pensavo che si parlasse di come la VR potesse aiutare i pazienti contagiati. Noi, ad esempio, ve ne abbiamo parlato qua.

Invece no, questa storia è molto più bella e dipinge un ritratto ancora più roseo.

Nelle RSA Anni Azzurri di Modena, Ducale 1 e Ducale 2-3, si punta a rendere più piacevole la permanenza degli ospiti, e si usano le tecnologie VR con obiettivi di carattere ludico e di rilassamento.

Immagine da Corriere.it
Immagine da Corriere.it

Scopro un mondo- a me del tutto sconosciuto- di animatori e terapisti occupazionali, che studiano attività coinvolgenti con le tecnologie VR in via sperimentale, ma anche che danno il buongiorno con il microfono per i corridoi ai pazienti. Molto romagnolo, tipo gioco aperitivo, ma con i nonni.

Perché la VR funziona così bene?

La VR ha un altissimo impatto emotivo e la sua immersività coinvolge empaticamente qualsiasi utente. Il coinvolgimento sale se l’utente, come nel caso degli anziani, non è abituato a tecnologie avanzate.

Si seguono due progetti sperimentali con la VR nelle RSA: il primo stimola le capacità cognitive, la curiosità, la memoria dell’ospite portandolo in luoghi di sua conoscenza o di fantasia. Si utilizzando i visori VR per far viaggiare gli ospiti con la fantasia.

Il secondo progetto nasce da un’idea dalla ricercatrice Ilaria VilKelis per contrastare la solitudine e generare benessere nella persona fragile. Si chiama Racconta! E usa il tablet come strumento dello storytelling, in cui i nonni sono cintura nera dalla notte dei tempi.

Costruiamo ogni giorno una normalità fatta anche di canali virtuali, ma che hanno effetti più che reali. I sorrisi, le lacrime di gioia o tristezza, gli sguardi di nostalgia e di speranza sono quanto di più vero ci si possa immaginare.”

Elisabetta Barbolini, Direttrice della Ducale

Fonte: IlFattoQuotidiano, ModenaToday, Corriere.it